Gavino Angius

INTERVISTA A GAVINO ANGIUS AL GR1

angius_big.jpgIntervista di Gavino Angius rilasciata a Carlo Albertazzi ai microfoni dello speciale del Gr1 dedicato all'insediamento delle nuove camere martedì 29 Aprile.

D.: Senatore Angius cosa è successo ieri a Roma?

R.: Una catastrofe. Ma vede quello che è successo a Roma onestamente non era inatteso. Penso che ci sia da ridiscutere il progetto politico sul quale è nato il Partito Democratico. Non per cancellarlo ma per introdurre dei cambiamenti profondi perché quel progetto politico alla prova dei fatti ha prodotto un esito nefasto. Nato il Partito Democratico sono cominciati i guai per tutti: caduta del Governo, elezioni anticipate, la consegna dell’Italia al centro destra e adesso questo risultato veramente brutto di Roma. Penso che il gruppo dirigente del Partito democratico dovrebbe avere il coraggio di mettere in discussione quel progetto originario non per cancellarlo ma per correggerlo, cambiarlo significativamente. Per fare del PD qualcosa di profondamente diverso da quello che si è voluto che fosse.

D.: Lei è un ex ds che non è entrato nel Pd e che poi ha aderito al Partito Socialista. I socialisti sono usciti sconfitti insieme alla Sinistra Arcobaleno da queste elezioni. E’ la prima volta che non c’è una rappresentanza dei socialisti in Parlamento come della sinistra tradizionale.

R.: "Diciamoci la verità quello che è accaduto lo si è voluto e lo si è perseguito. Quando si dice “andiamo da soli alle elezioni”, con il Governo Prodi ancora in carica, è come dire “sciogliete le righe”. Non voglio difendere l’assetto passato del centro sinistra. Ci sarebbe materia per riflettere a lungo. E’ indubbio che ci sono stati dei danni profondi recati soprattutto dalle forze di sinistra più massimalista e radicale, che però facevano parte del Governo Prodi, alla stabilità del Governo medesimo e alla tenuto del centro sinistra nel suo complesso. Dopo di che la risposta del Partito Democratico si è rivelata sbagliata. Perché questo? Ma perché si è avuto la pretesa e la presunzione di poter rappresentare tutto il centro sinistra dentro al Partito Democratico. Penso che questo sia stato un grave errore, l’assenza della sinistra in tutte le sue componenti storiche sia un danno per la democrazia. Detto questo invece io concordo con Veltroni sul fatto che ci sia da capire la società italiana. Non si può dire 15 giorni fa che le ragioni della sconfitta sono da attribuire a una questione settentrionale e adesso dopo la sconfitta di Roma dire che la sconfitta è attribuibile ad una questione sicurezza. Sono delle analisi piuttosto superficiali e improvvisate. Penso che anziché di improvvisazioni e di concezioni leggere della politica ci sia bisogno di una politica che metta radici in principi e valori di riferimento molto forti di cui sia il riformismo cattolico democratico sia il riformismo di ispirazioni socialista e democratica sono così ricchi .

D.: Come cambieranno senatore Angius i rapporti tra voi socialisti e il Partito Democratico dopo quanto è accaduto.

R.: "Intanto io spero che cambino. E che tutti debbano riflettere su un punto: non credo che si possa governare la società italiana soltanto dal centro o soltanto da sinistra. Questo non è possibile. Noi, parlo per me ma anche per tanti altri dirigenti, abbiamo invertito la rotta dopo il 1994 quando individuammo l’asse strategico nel rapporto tra il Centro e la Sinistra per costruire un progetto di rinnovamento della società italiana. Allora era l’Ulivo e ci siamo riusciti. La storia non si ripete, cosa fatta capo ha. Penso che la funzione della sinistra socialista democratica e riformista però non sia cancellabile né sostituibile. L'esistenza della sinistra riformista è essenziale per il progresso civile, sociale e culturale dell'Italia. Rifletta anche la Sinistra Arcobaleno: la sinistra del futuro è socialista e democratica". "Mi auguro che il gruppo dirigente del Pd faccia una discussione davvero seria; perché se si pensa di risolvere la grande questione che abbiamo di fronte, e cioè di uno spostamento in un senso moderato e conservatore della società italiana con i rischi e pericoli di una regressione ideale, culturale e civile molto seria, una questione cruciale per il futuro del nostro Paese e della nostra democrazia, con delle improvvisazioni, con delle mossette che sanno più di propagandismo, allora credo che non si andrà da nessuna parte. Penso che l’Italia ha bisogno di una politica fatta di sincerità, anche da parte nostra anche nell’ambito del Partito Democratico bisogna dire le cose come stanno."

D.: Un’ultima cosa strettamente Parlamentare…. Che Legislatura sarà questa ? I numeri sono quelli che sono certamente più ampi…. Ci sarà un orientamento più tranquillo?

R.: Mi auguro che lo sia. Per il bene della vita del Parlamento e della vita democratica del nostro Paese. In questo momento faccio un affettuoso augurio al senatore Renato Schifani, che conosco bene e con cui abbiamo lavorato per tanti anni insieme e che è stato un mio leale ma anche acerrimo avversario di tante battaglie parlamentari. Schifani è stato uomo anche molto di parte, questo mi fa una certa impressione, ma sono sicuro che farà di tutto e di più per garantire al Senato della Repubblica una buona presidenza corretta, rispettosa delle prerogative della maggioranza ma anche dei diritti dell’opposizione. Gli faccio ancora un sincero augurio di buon lavoro."

 

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